
Un B2B e-commerce scalabile non è una questione tecnologica – è una questione di struttura organizzativa. Molte imprese hanno investito in piattaforme digitali, integrazioni e iniziative di AI. Eppure, l’effetto di scalabilità atteso non si è concretizzato. Il collo di bottiglia raramente si trova nel frontend: risiede nel modello operativo.
Nel primo contributo di questa serie è emerso con chiarezza perché la sola maturità digitale non sia più sufficiente. Lo stato attuale dimostra che un commercio intelligente e agent-ready non nasce dall’introduzione di ulteriori strumenti, ma da fondamenta organizzative e strutturali solide.
Questa serie affronta esattamente questa sfida. In sei articoli progressivi, il B2B E-commerce Compass 2026 analizza le aree di intervento decisive per competitività, efficienza e AI-readiness.
Il punto di partenza è il modello operativo. Prima che automazione, AI o agentic commerce possano generare un impatto sostenibile, servono responsabilità chiare, sistemi di incentivazione coerenti e strutture di governance robuste. È qui che si decide se il digital commerce possa scalare in modo strategico – o restare strutturalmente limitato.
Azione 1: Costruire il modello operativo per un e-commerce B2B scalabile
La prima e più critica area di intervento è organizzativa. Molte aziende B2B hanno investito in piattaforme digitali, integrazioni e strumenti di IA, ma continuano a operare secondo modelli organizzativi pre-digitali. Il risultato è un commercio digitale limitato da ownership poco chiare e incentivi disallineati, che generano decisioni frammentate e rallentano la scalabilità.
Per crescere, le organizzazioni devono superare una logica channel-centric e adottare una visione orientata al modello operativo end-to-end.
Ridefinire ruoli e responsabilità
Il commercio digitale richiede una ownership chiara lungo l’intera value chain. Responsabilità un tempo implicite o distribuite tra dipartimenti devono essere definite in modo esplicito. In genere includono:
Data Owner, responsabili di qualità, coerenza e disponibilità dei dati
Process Owner, responsabili dei flussi end-to-end e non dei singoli passaggi dipartimentali
Digital Experience Owner, incaricati di garantire coerenza tra sito, portali e percorsi di self-service
In assenza di ownership chiare, l’automazione si arresta, la qualità dei dati degrada e le iniziative di intelligenza artificiale restano esperimenti isolati.
Allineare gli incentivi alla creazione di valore digitale
Modelli di incentivazione obsoleti spesso ostacolano l’adozione digitale. I team di vendita vengono premiati per lo sforzo manuale anziché per l’efficienza, mentre i team di servizio assorbono i costi di processi inefficaci. Per scalare, gli incentivi devono essere allineati alla creazione di valore digitale, non alla protezione dei canali. Questo significa premiare risultati come aumento degli ordini digitali, maggiore utilizzo del self-service, riduzione dei tempi di gestione, minori errori ed esperienze cliente coerenti. Quando gli incentivi rafforzano gli obiettivi digitali, la resistenza organizzativa diminuisce e l’adozione accelera.
Stabilire una data governance e una visibilità condivisa
Con l’aumentare della complessità del commercio digitale, la data governance passa da tema IT a disciplina critica per il business. Le organizzazioni devono definire regole condivise su ownership dei dati, validazione, accesso e change management. Dashboard centralizzate e viste dati condivise permettono ai team cross-funzionali di lavorare sugli stessi dati in tempo reale, riducendo attriti tra sales, e-commerce, operations e IT. Questa trasparenza è un prerequisito per automazione, decisioni guidate dall’IA ed esperienze cliente affidabili.
Come si traduce questo cambiamento nella pratica, su scala globale:
Case study: Beijer Ref – da commercio decentralizzato a modello operativo scalabile

Beijer Ref è un'organizzazione B2B globale altamente decentralizzata, con oltre 500 filiali in 45 Paesi e una molteplicità di sistemi ERP ed e-commerce. Questa frammentazione limitava la possibilità di scalare i processi digitali, applicare standard condivisi e introdurre nuove funzionalità in modo coerente tra i mercati.
Consolidando il proprio landscape di digital commerce con Shopware 6, Beijer Ref ha creato un backbone operativo centralizzato, preservando al contempo la flessibilità locale. Processi core, plugin e funzionalità di self-service sono oggi governati centralmente e distribuiti a livello regionale, consentendo un rilascio più rapido delle novità e standard digitali condivisi. Il self-service digitale ha assorbito ordini ricorrenti e richieste di servizio, riducendo il lavoro manuale su ERP e liberando i team locali per attività a maggior valore. In 36 mesi, l’e-commerce è passato dallo 0,1% al 15% del fatturato totale: non come esperimento di canale, ma come risultato di un modello operativo riprogettato alla radice.
Key takeaway: per scalare digitalmente nelle organizzazioni B2B globali sono necessarie governance centralizzata ed esecuzione locale, non piattaforme frammentate.
Dare priorità a KPI e SLA digitali
Le metriche di fatturato tradizionali non sono più sufficienti per valutare le performance digitali. Le organizzazioni devono introdurre KPI e SLA che riflettano la realtà operativa e l’esperienza cliente, tra cui:
Average Order Time
Digital Order Ratio
Price Consistency Index
Time-to-Resolution
Questi indicatori spostano l’attenzione dall’output di canale all’efficacia end-to-end e rendono visibili i punti in cui i processi si spezzano sotto carico.
Sviluppare nuove competenze in tutta l’organizzazione
Il commercio digitale e AI-driven richiede competenze che vanno oltre l’e-commerce tradizionale o l’IT. È necessario costruire AI literacy per comprendere dove l’automazione genera valore e dove resta essenziale il controllo umano. Allo stesso tempo, servono competenze sui dati per interpretare informazioni in tempo reale e una solida comprensione delle integrazioni per ridurre la dipendenza da workaround manuali. Queste capacità non possono restare confinate a una singola funzione, ma devono essere distribuite tra sales, operations, prodotto e team digitali.
Armonizzare canali sales e digitali
Il commercio digitale non cresce se sales e canali digitali competono internamente. Siti web, portali e percorsi assistiti devono essere trattati come un unico sistema connesso, non come elementi paralleli. L’armonizzazione richiede dati condivisi, logiche di pricing coerenti, regole cliente uniformi e handoff fluidi tra self-service e supporto commerciale. Quando questi elementi sono allineati, si riducono gli attriti, aumenta la fiducia e si creano le basi per workflow assistiti da AI e agenti.
Definire ownership chiare per dati, processi ed esperienze digitali
Allineare gli incentivi per premiare ordini digitali, automazione e adozione del self-service
Rafforzare la data governance per garantire accuratezza, trasparenza e AI-readiness
Introdurre KPI end-to-end che vadano oltre i singoli canali
Sviluppare competenze AI-ready per sales, e-commerce, operations e prodotto
Unificare workflow sales e digitali per ridurre attriti e migliorare l’esperienza di acquisto
Un modello operativo resiliente è il presupposto per la scalabilità – ma non è la risposta alla sfida successiva: l’aumento della complessità settoriale.
Anche in presenza di responsabilità chiare, sistemi di incentivazione allineati e una governance solida, resta una domanda centrale: come tradurre la reale business logic nei sistemi digitali senza compromettere usabilità, velocità o controllo?
È proprio qui che si apre il prossimo ambito di intervento.
La parte 3 della serie analizza come scalare la complessità settoriale in modo controllato – e perché l’integrazione rappresenti il vero collo di bottiglia nel B2B commerce.ä
B2B E-commerce Compass 2026 (Parte 1/7): Perché la maturità digitale nel B2B non è più sufficiente
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