
Per i merchant B2B, l’agentic commerce promette un nuovo livello di efficienza e autonomia, grazie a sistemi di AI in grado di prendere decisioni, coordinare workflow e agire per raggiungere obiettivi definiti. Tuttavia, nei complessi ambienti B2B, procedere troppo rapidamente verso l’autonomia può aumentare i rischi anziché creare valore. La sfida non consiste semplicemente nell’adottare un’AI autonoma, ma nell’introdurla in modo controllato, affidabile e scalabile.
Nella parte 6 della nostra serie B2B Ecommerce Compass 2026 abbiamo analizzato come l’AI operativa crei le basi integrando l’intelligenza nei workflow quotidiani, migliorando la qualità dei dati e automatizzando le decisioni ricorrenti. Ora facciamo il passo successivo: come puoi passare dall’AI operativa agli agenti assistiti e, infine, autonomi, mantenendo governance, responsabilità e fiducia?
In questo articolo esploriamo il percorso di maturità verso l’agentic commerce e gli aspetti da considerare in ogni fase per raggiungere una maggiore autonomia senza perdere il controllo.
6: Adottare l’agentic commerce attraverso un percorso di maturità controllato
L’agentic commerce è una forma di esecuzione guidata dall’IA in cui i sistemi vanno oltre l’automazione predefinita e agiscono per raggiungere obiettivi espliciti entro confini ben definiti. Invece di eseguire attività isolate, gli agenti pianificano, decidono e si adattano attraverso processi e sistemi interconnessi.
Come definito da Forrester, l’agentic AI è costituita da: “Sistemi di foundation model, regole, architetture e strumenti che consentono ai programmi software di pianificare e adattarsi in modo flessibile per raggiungere obiettivi, agendo nel proprio ambiente con livelli crescenti di autonomia.”
Applicata al commercio B2B, questa definizione si traduce in sistemi IA capaci di adeguare i prezzi, definire i rifornimenti, instradare workflow o gestire eccezioni non come automazioni isolate, ma come agenti orientati ad obiettivi che operano in ambienti integrati.
L’agentic commerce viene spesso interpretato come un salto improvviso verso la piena autonomia. In realtà, è un’evoluzione progressiva. Le organizzazioni che hanno successo lo trattano come un percorso basato su stabilità operativa, governance e fiducia.
L’agentic commerce si costruisce, non si attiva con un interruttore.
Gli ambienti B2B sono definiti da contratti, regolamentazioni e rischio. L’autonomia deve quindi essere introdotta per fasi. Le organizzazioni che saltano i passaggi fondamentali tendono ad amplificare gli errori anziché l’efficienza. Quelle che seguono un percorso di maturità deliberato creano le condizioni per un’autonomia sicura e scalabile.
Il percorso di maturità agentic
1) IA operativa (baseline fino al 2026)
La prima fase si concentra sull’automazione delle decisioni in processi stabili e ricorrenti, già regolati da logiche chiare. Le applicazioni tipiche includono pricing entro limiti definiti, verifiche di disponibilità e lead time, routing degli ordini, logiche di fulfillment e rilevamento di anomalie o eccezioni.
In questa fase, l’IA non agisce in modo indipendente. La responsabilità resta interamente umana, mentre l’IA assorbe il lavoro decisionale ripetitivo e garantisce coerenza su scala. L’obiettivo è prevedibilità, velocità e riduzione degli errori, non l’autonomia.
L’IA operativa crea le fondamenta per tutto ciò che segue, trasformando conoscenze implicite in regole machine-readable, stabilizzando i flussi di dati e creando pattern di esecuzione affidabili.
2) Agenti assistiti (12–24 mesi)
Nella seconda fase, l’IA evolve dall’automazione all’assistenza. Gli agenti operano su più fasi di un workflow, generando raccomandazioni, bozze decisionali e validazioni, mentre le persone mantengono visibilità e approvazione finale.
Gli scenari tipici includono suggerimenti su range di sconto, bozze di offerte e configurazioni nei workflow CPQ, validazione di logiche contrattuali o di compliance e raccomandazioni di riordino o servizio basate sui pattern di utilizzo.
Questa fase genera importanti benefici di produttività senza diluire la responsabilità. Gli agenti assistiti alleggeriscono il carico cognitivo, accelerano le decisioni e rendono i risultati più coerenti. Per molte organizzazioni B2B, il valore di breve termine delle capacità agentiche emerge già qui.
3) Agenti autonomi (24–48 mesi)
La vera autonomia diventa possibile solo quando qualità dei dati, governance e maturità dei processi sono saldamente consolidate. In questa fase, gli agenti agiscono in modo indipendente ma esclusivamente entro domini ristretti e a basso rischio.
Gli agenti autonomi richiedono regole e contratti machine-readable, governance e auditabilità chiare, modelli di ownership espliciti e meccanismi di sicurezza come soglie ed escalation. I primi casi d’uso includono in genere procurement standardizzato, rifornimenti o transazioni via marketplace di routine, dove strutture dati e regole sono già normalizzate.
Nel B2B, l’autonomia non elimina il coinvolgimento umano. Riduce l’intervento umano dove il valore aggiunto è minimo e rafforza il controllo laddove complessità e rischio sono più elevati.
Perché il percorso verso la maturità è fondamentale
Gi agenti amplificano le fondamenta già esistenti. Nelle organizzazioni con dati frammentati, regole poco chiare o governance debole, gli agenti amplificano incoerenze e rischi. In quelle con dati puliti, processi stabili e responsabilità chiare, sbloccano velocità, scalabilità e operatività.
Il passaggio all’agentic commerce non è quindi una decisione tecnologica. È un percorso organizzativo, architetturale e di governance.
Iniziare con l’IA operativa in processi stabili e ripetibili
Introdurre agenti assistiti prima di perseguire l’autonomia
Rendere machine-readable regole, contratti e decisioni
Stabilire fin da subito governance, auditabilità e ownership chiare
Limitare gli agenti autonomi a domini ristretti e a basso rischio
Utilizzare i marketplace come ambienti controllati per le prime forme di autonomia
Prospettive 2027: far evolvere l’intelligenza dei dati verso l’esecuzione autonoma
Entro il 2027, le prime value chain agent-ready inizieranno a operare su scala. In questi contesti, dati, regole e sistemi saranno connessi in modo sufficientemente affidabile da consentire a persone e agenti autonomi di lavorare in parallelo, ciascuno concentrandosi su ciò che sa fare meglio.
Questo cambiamento non sostituirà il processo decisionale umano. Lo ridistribuirà. Attività di validazione, coordinamento ed esecuzione di routine passeranno alle macchine, mentre le persone si concentreranno su strategia, gestione delle eccezioni e problem solving complesso.
Con l’aumentare della maturità agentic, sia buyer sia seller inizieranno a utilizzare agenti in grado di agire per loro conto. Questi agenti valideranno continuamente le informazioni, eseguiranno decisioni già conosciute e negozieranno entro confini predefiniti. Tra le attività tipicamente gestite dagli agenti ci saranno la validazione di prezzi e contratti, i controlli di disponibilità e lead time, le decisioni di riordino, il routing automatico tra canali e semplici negoziazioni entro limiti approvati.
Perché questo funzioni, la logica di business deve essere interpretabile dalle macchine. Regole di pricing, termini contrattuali, requisiti di compliance e soglie di approvazione non saranno più contenuti in documenti o affidati alla conoscenza informale. Verrano codificati come regole eseguibili che gli agenti possono valutare, applicare e ispezionare in tempo reale.
Il prerequisito dell’agentic commerce non è l’autonomia in sé, ma un’esecuzione automatizzata e controllabile basata su principi API-first. Ogni azione di un agente deve essere tracciabile, spiegabile e reversibile. Interfacce chiare, event log, audit trail e meccanismi di sicurezza permetteranno alle organizzazioni di aumentare il livello di autonomia senza compromettere governance, conformità normativa o fiducia.
Man mano che l’esecuzione diventerà parzialmente autonoma, i KPI tradizionali perderanno rilevanza. Emergeranno nuove metriche per misurare le performance in un contesto guidato da agenti, tra cui:
Autonomous Order Rate, che indica la quota di esecuzione senza intervento umano;
Trust Score Performance, che riflette coerenza dei dati, affidabilità e rispetto delle regole;
Agentic Cycle Time, che misura la rapidità con cui gli agenti valutano ed eseguono le decisioni.
Questi indicatori sposteranno il focus dall’attività di canale alla qualità dell’esecuzione e all’affidabilità complessiva.
Conclusione: trasformare la complessità in un’opportunità di differenziazione
Le sei aree strategiche delineate in questo Compass tracciano un percorso chiaro e realistico: da un’esecuzione digitale frammentata a un modello di commercio B2B intelligente, connesso e progressivamente autonomo.
La complessità continuerà ad aumentare. Varianti di prodotto, prezzi specifici per singolo cliente, requisiti normativi, ambienti multi-sistema e percorsi di acquisto ibridi non sono sfide temporanee, ma le caratteristiche strutturali del B2B moderno. Le aziende che avranno successo non saranno quelle che tenteranno di semplificare questa realtà, ma quelle che sapranno orchestrarla e renderla operativa su scala.
Questo richiede un cambiamento profondo nel modo di approcciare il commercio digitale:
organizzazione, dati, processi e tecnologia devono essere trattati come un unico sistema integrato;
ruoli e incentivi devono supportare l’esecuzione digitale invece di ostacolarla;
la logica di settore deve essere incorporata in piattaforme e integrazioni, non gestita manualmente ai margini;
qualità e trasparenza dei dati sono fondamentali e non negoziabili;
l’IA deve passare dalla sperimentazione all'uso quotidiano;
le capacità agentic devono essere introdotte in modo deliberato, governate da regole chiare, auditabilità e fiducia.
Quando questi elementi convergono, la complessità smette di essere un driver di costo e diventa un fattore di differenziazione. I canali digitali scalano senza aumentare il carico manuale. I team di vendita si concentrano sull’expertise invece che sull’amministrazione. I buyer guadagnano autonomia senza perdere fiducia. E le organizzazioni costruiscono la resilienza necessaria per adattarsi continuamente all’evoluzione di mercati, tecnologie ed aspettative.
Il futuro del commercio B2B non è solo digitale. È intelligente, integrato e agent-ready.
Chi si muove per primo non guadagnerà solo in efficienza. Conquisterà scalabilità, resilienza e un vantaggio competitivo duraturo in un mercato in cui la capacità di governare la complessità è ciò che distingue i leader.
Hai perso una parte del B2B Ecommerce Compass 2026?
Questo articolo conclude la nostra serie B2B Ecommerce Compass 2026 in sette parti. Se ti sei perso uno degli articoli precedenti o vuoi approfondire nuovamente un argomento, qui trovi tutti i contenuti della serie:
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